Riccardo Robecchi

Riccardo Robecchi

Nasce nel 1991 a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, dove rimane tuttora convinto che la ex-Stalingrado d’Italia sia una città dalle mille bellezze (perlopiù nascoste, ma presenti). Sin da piccolo è roso dalla curiosità: quella di leggere e imparare cose nuove, quella di capire il mondo che lo circonda, quella di ascoltare gli altri. Non ultimo, capire come raccontare ciò che vede e sente.

Tutto ciò che c’è intorno è motivo di domande, di infiniti “perché?” e di indagini, che spesso comprendono lo smontare le cose e guardare come sono fatte dentro. Sì, vale anche per il cibo. Da piccolo ha tre grandi passioni: i dinosauri, l’antico Egitto e gli aerei. È ancora pieno di libri sui primi due argomenti, mentre ancora chiede al nonno ex-pilota dell’Aeronautica racconti e dettagli.

Con un padre naturalista prestato all’informatica e un nonno ingegnere, cresce vedendo computer smontati e rimontati ed eredita presto quel morbo che si chiama “passione per la tecnologia”. A 10 anni gli viene regalata una PlayStation e sentenzia: “non credo la userò molto”. A 11 anni gli viene sequestrata perché la usa troppo.

Passata un’adolescenza in cui è più preso a leggere giornali, imparare come assemblare computer e aggirare i blocchi di Windows imposti dal padre che a studiare seriamente o ad andare in giro con gli amici, arriva al fatidico momento in cui deve scegliere cosa fare dopo il liceo scientifico. Indeciso tra filosofia e informatica, alla fine lascia libero sfogo alla passione tecnologica pensando che, in fondo, le due materie non siano poi così lontane.

Dopo anni di liceo in cui gli viene ripetuto che scrivere proprio non fa per lui, al primo anno di università si propone senza troppa convinzione per scrivere per un blog sul mondo Android e, contro ogni previsione, inizia lì l’avventura di raccontare la tecnologia. Convinto che narrare la realtà (o anche solo una sua piccola, piccolissima parte) sia uno dei mestieri più belli e affascinanti del mondo, ci si applica con determinazione e sbarca nel maggio 2017 sulle pagine di Hardware Upgrade.

Non sa se quello del giornalista sarà il suo mestiere, per quanto sia il suo sogno nel cassetto sin da bambino. Pensa anche, però, che la vita sia un viaggio in cui non conta la meta finale, ma il viaggio in sé: già solo il poter narrare il mondo tecnologico ora è motivo di gioia, di continui spunti e di crescita personale. A cosa questo porterà non è dato sapere, ma prende in prestito una famosa frase di Lorenzo il Magnifico (“del doman non v’è certezza, chi vuol esser lieto sia”) per godersi la situazione.

Durante l’ultimo anno di liceo conosce la sua attuale ragazza, che ancora lo sopporta e sopporta il suo incessante parlare delle sue passioni: la fantascienza, la musica, l’informatica, l’alta fedeltà, la letteratura horror, la telefonia, la fantascienza, la linguistica, la fotografia… Senza dimenticare, ovviamente, la fantascienza. Cerca di ricambiare, seppur con i suoi limiti. Perché pensa che stare assieme a una persona dovrebbe voler dire, prima di tutto, stimolarsi a vicenda e interessarsi all’altro. Guardando al futuro e cercando di migliorare, sempre.